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Le sue origini sono leggendarie, giacché se ne attribuisce la fondazione a Tirreno, figlio di Diomede, eroe omerico. Il nome di «Turenum» (da cui Trani) è citato nella «Tabula Peutingeriana», un famoso itinerario romano del II secolo dell'era cristiana. Si hanno notizie certe della sua vita e della sua storia dal IX secolo quando, dopo la distruzione di Canosa da parte dei saraceni, la città fu dichiarata Sede Vescovile della Chiesa latina. In quell'epoca, che segnò la ripresa di intensi scambi commerciali e di stimolanti contatti umani delle città costiere della Puglia con il Levante e con le altre città e stati della Penisola, Trani, come Siponto, Bari, Brindisi, e Otranto mostrò di essere dotata di una eccezionale vitalità. L'espandersi dell'azione dei Benedettini portò, allora, a rafforzare in tutta la regione l'avanzata della Chiesa latina contro lo schieramento della Chiesa greca. A Trani nel 1063 furono promulgati gli «Ordinamenta maris», forse il più antico codice commerciale marittimo del Medioevo. La prosperità economica della città continuò anche sotto il dominio di Federico II di Svevia.
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