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Percorrendo la litoranea adriatica di Torchiarolo , in località “La Quatina”,ci si imbatte ,tra stupore e meraviglia , in una marea di uccelli migratori ,come aironi , anitre selvatiche e forse qualche cicogna, che hanno trovato il luogo ideale per vivere e riprodursi ,visti i soleggiati canneti e la ricca vegetazione tipica della macchia mediterranea .E’ possibile incontrare le stesse specie ornitiche continuando, su un percorso naturalistico e storico nello stesso tempo, su quello che è detto il canale Infocaciucci,usato ai tempi dell’antichissima Valesio,dai cui profughi fu fondata Torchiarolo ed i cui resti, sono visibili sulla strada vicinale Rucco, che attraversa l’agro ,tra masserie , torri e chiese.La torre , primo nucleo di quello che divenne il palazzo baronale ,che si trova in vicinanza del mare,era stata costruita per difendere la cittadina dalle incursioni dei Turchi dopo il 1480,come rappresentato anche sullo stemma comunale che mostra un turco incatenato ad una torre merlata .A torto però si attribuisce a questo, e quindi ai Turchi, il nome della città ,che invece deriva da un attrezzo usato anticamente dagli agricoltori del posto per fare il vino e l’olio,il torchio.
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