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Di contro ad un’autonomia come comune conquistata solo nel 1993, Statte conserva tracce molto rilevanti risalenti alla preistoria, all’epoca Romana e a quella messapica con numerosi insediamenti rupestri. Nato come casale, diviene feudo di diverse famiglie nobiliari; nell’800 trova grande prosperità dall’estrazione dalle cave di tufo, da quelle “zuccate” oggi visibili nella periferia della città. Probabilmente di origine romana l’acquedotto del Triglio, almeno nel primo tratto, è oggi in uno stato di abbandono incomprensibile per un bene storico di tale portata.E’ invece oggetto di recupero e di valorizzazione la Gravina a ovest di Statte , che è, insieme alle altre della zone, in un progetto dell’Unesco nato per renderle patrimonio mondiale.Suggestivi nella forma e quasi atemporali nell’aurea che li circonda, due Dolmen sono nella zona, uno in Masseria Leucaspide ed un altro ella Masseria Accettulla. Essendo stata fino a poco tempo fa una sorta di borgata periferica di Taranto, Statte risulta oggi uno dei satelliti della città, scelta da molti tarantini come residenza, vista la vicinanza col centro e la tranquillità della zona collinare.
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