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La notizia, secondo cui questa località sarebbe stata fondata dai profughi di Fulcignano che si rifiutarono di soggiacere al Comune di Galatone, non è suffragata da alcun documento. E’ certo invece che, durante la dominazione normanna, Seclì faceva parte della Contea di Lecce, e che nel 1192 re Tancredi ne aveva concesso il feudo a Filippo de Ranna. La proprietà passò successivamente ai Brienne, agli Enghien ed agli Orsini del Balzo. Dalla metà del 1500 ne furono signori i d’Amato, che fecero edificare il palazzo baronale e, nel 1592, il convento di Santa Maria degli Angeli. Ultimi possessori ne furono i Sanseverino, duchi e baroni, sino aI 1806, data di soppressione dell’istituto feudale. In epoca contemporanea Seclì fu, sino al 1947, frazione di Aradeo, divenendo subito dopo Comune autonomo. Tra i monumenti della località va ricordato essenzialmente il palazzo baronale, di origine cinquecentesca, eretto per volontà di Giulia Spinelli, consorte di Guido d’Amato. L’edificio è ingentilito in un angolo da una elegante loggetta a due arcate su di un fianco, con architrave sopra colonne ornate sull’altro. La Chiesa Parrocchiale fu edificata nel secolo XVI e successivamente rimaneggiata nel I 700.
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