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Fondata probabilmente dai profughi di Vereto, distrutta nel secolo IX dai Saraceni, ne condivisero la proprietà feudale la Curia Vescovile di Alessano ed il principe d’Aragona di Cassano, sino alla soppressione della feudalità nel 1806. Importantissimo è il reperto archeologico detto “Centopietre”, la cui origine è variamente attribuita dagli studiosi ora ai Messapi, ora addirittura alla civiltà del bronzo, ora ad epoca alto medievale. Usata probabilmente come luogo di culto durante il Medioevo, presenta le caratteristiche di un tempio a due navate con pilastri che sostengono le pietre della copertura per mezzo di un architrave, e conserva resti di affreschi bizantini. Notevole anche la Chiesa romanica di San Giovanni, ripetutamente restaurata, a tre navate, della quale sono giunti sino a noi, assai danneggiati, affreschi e pitture d’epoca bizantina di difficile lettura ed interpretazione. Vi è infine il castello munito di quattro torrioni angolari, risalente al XVI secolo. Tra i suoi cittadini illustri vanno annoverati Donato Antonio Romano, giurista di fama; il Cassiano, medico e filosofo; il noto uomo politico del Risorgimento Liborio Romano che fu Prefetto di polizia e Ministro degli Interni.
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