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Il primo documento nel quale si nomina Monteparano è un privilegio della città di Taranto del 1571, in cui sono elencati tutti i casali della "foresta" tarantina. In esso si parla del casale nominato "Petrello" ed in parentesi "Monteparano", cioè monte "paro" ossia piano. Anche precedentemente, in tutte le carte che vanno dal 1259 sino alla metà del XVI secolo, si legge "Parrelli, Patrello o Petrello per indicarne il nome. La sua nascita potrebbe risalire alla metà del XVI secolo ed essere attribuita ad una colonia albanese di rito greco. Tuttavia, l'antico sito del paese era diverso da quello attuale, esattamente a circa mezzo chilometro dal campanile della chiesa matrice, in direzione nord-est, là dove ancora oggi si trova la contrada denominata dalla gente del posto "Pitrieddu" (Petrello), una piccola vallata ricca di vigneti, da cui si può ammirare l'altura a forma di tronco di cono ornata dalle case dell'attuale cittadina. Intorno al 1460 il piccolo borgo di Petrello non esisteva più e i suoi abitanti, seppure ci furono superstiti, andarono a riparare chissà dove. Le cronache di quegli anni, infatti, lo dicono disabitato e solo più tardi, ai primordi del '500, sull'altura a forma di tronco, poco distante da quel villaggio, nascerà l'attuale Monteparano.Troviamo ancora il casale infeudato agli Antoglietta nella metà del 1500; sappiamo che Guglielmo dell'Antoglietta lo vendette poi al signor Nicola Basta, di stirpe albanese, il quale era già barone del casale di San Martino ed ingrandì il feudo, favorendo l'arrivo d'altre famiglie albanesi.
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