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L’origine di Mola si perde nel tempo: prove dell’esistenza di un villaggio capannicolo sono fornite da reperti rinvenuti nella città vecchia e in prossimità del castello (frammenti di ceramiche e d’intonaco di capanne) databili intorno ai secc. XVI-XIV a. C., periodo del Tardo Bronzo Antico. Mola, come le altre città costiere, subì la dominazione veneta dagli ultimi anni del sec. XV ai primi del XVI. Uno dei periodi più bui che la storia di Mola ricordi è quello che va dal 1613 al 1755. Esso fu caratterizzato, dal punto di vista politico, dalla dominazione dei Vaaz, mercanti portoghesi che riuscirono, per prestiti fatti alla Regia Corte, ad ottenere il Feudo di Mola col titolo di Conti. Alla fine del XVIII sec., la Rivoluzione Francese ebbe riflessi e conseguenze anche a livello locale, determinando alterne vicende di “rivoluzione” e “controrivoluzione“, che coinvolsero fortemente le popolazioni. Nel 1799, furono bruciati gli archivi posti nel palazzo Roberti. Nel decennio francese, 1806 1815, Mola migliorò le proprie condizioni di vita, che tornarono miserrime dopo il Congresso di Vienna, con il dominio borbonico. Dopo il ciclo risorgimentale, le sorti della città furono nelle mani della borghesia agraria, sino all’evento del fascismo.
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