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Feudato, secondo la tradizione, nel 1210, ad opera di transfughi leccesi sottrattisi alle scorrerie di Ottone IV di Sassonia, deriva probabilmente il nome da Licyanellus, cioè “piccola Lecce”. Ne furono baroni i Paladini, dal capostipite Bernardo all’ultimo esponente Francesco, il cui genitore Giorgio Antonio ebbe il notevole merito di avviare la bonifica del territorio ricco di paludi. Va ricordato tra i suoi monumenti il castello baronale, risalente alla prima metà del XIII secolo, ma ripetutamente rimaneggiato nei secoli successivi. Esso conserva intatta una torre cilindrica eretta nel 1600. La Chiesa Parrocchiale presenta vari stili architettonici che spaziano dal secolo XVI al secolo XIX. Poco fuori dell’abitato sopravvivono alcuni resti della piccola Chiesa romanica di San Lorenzo Vecchio, databile al secolo XI, a tre navate Nella frazione di Merine sorge il palazzo baronale, di buona fattura. Fino ad alcuni anni addietro erano visibili un menhir ed un dolmen ed alcune tombe scavate nel masso.
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