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Curioso è sapere che a questo nome corrispondono ben due paesi,uno sulla costiera amalfitana ed un altro sul Tavoliere di lecce .Profondamente diverse nella storia e nelle caratteristiche paesaggistiche,le due cittadine hanno in comune il candore quasi etereo delle loro mura ed il profondo rispetto per le proprie tradizioni.La nostra Erchie salentina nasce dall’antico Casale omonimo sviluppatosi in età medievale attorno al Monastero di San Michele Arcangelo del quale oggi rimane la Cripta grotta dell’Annunziata,la quale si affianca alla cripta di S.Lucia sorta su una fonte d’acqua perenne e su cui è poi stata eretta la Chiesa. Erchie deve probabilmente il proprio nome al semidio pagano Ercole ,forse in onore alla sua leggendaria forza.Sorta in epoca messapica subisce una serie di dominazioni ,da quella romana ,gotica, bizantina,longobarda fino ad ospitare alcune comunità albanesi scampate ai Turchi,alle quali si devono alcune contaminazioni linguistiche sul dialetto locale.Caratteristica festa di Erchie è la”mattra” di S,Giuseppe,una tavolata di piatti tipici.”tria”,tagliatelle , condita con olio fritto e pane grattugiato,tria con miele,pesce e cavolfiori fritti,ed i famosi lampascioni.
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