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Crispiano, comune dall’inconfondibile connotazione agricola e contadina, terra ricca di frutti, campagna soleggiata e colline ridenti, uliveti e gravine. Indecifrabile invece la collocazione storica delle sue origini. Occorre andare sicuramente molto indietro , anche rispetto all’epoca romana. Il nucleo urbano si estende a partire dall’ottocento, dotandosi di strutture moderne tra le quali la Torre Cacace, a pianta ottagonale, alta circa 30 metri, rappresenta in pratica un monumento funebre e la Torre Mininni, o Messina, dal nome del progettista già autore del ponte girevole del porto di Taranto. Di notevole apporto artistico è la Chiesa di S. Michele Arcangelo, della fine del XVIII secolo. La chiesa madre è dedicata alla Madonna della Neve, a cui è legato un antico culto per invocare la protezione di Dio sulle “neviere”, cioè cisterne scavate nel tufo per custodire la neve. Le stupende grotte del Vallone sono teatro delle rappresentazioni del “Presepe vivente” e della “Passio Christi”. Da visitare anche la Masseria Luppoli, simbolo di un’architettura contadina, anche nelle sue suppellettili.
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