|
Una storia particolare non poteva che esigere delle conseguenze altrettanto singolari e più che spettacolari. Tornando indietro fino alla seconda metà del XVI secolo, scopriamo che un gruppo di coloni azzardò a bonificare e ad abitare la allora « Sylva aut nemus arboris belli », senza pagare il tributo. Furono quindi costretti a costruire abitazioni “a secco”, in modo da rendere possibile una loro veloce distruzione in caso di ispezione. Nacquero così i trulli, riconosciuti oggi dall’ U.N.E.S.C.O. Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Alberobello, che prende il nome da “arboris belli” (lett. : Dell’albero della guerra), è un centro diviso in due rioni: Monti e Aia Piccola. Il primo sguardo che cade su questa città trabocca di meraviglia e di incredulità; non sembra quasi vero! La distesa di tetti a forma conica che caratterizza Alberobello, ha fatto di questo luogo un posto che turisti di tutto il mondo e di tutte le età sognano di poter ammirare. I tetti delle case fatti con le “chiancole” (delle pietre a sfoglie dal colore grigio scuro) creano, con il bianco cangiante delle basse mura di queste abitazioni, un effetto di contrasto del tutto tipico. Il Rione Monti ospita il cosiddetto “Trullo Siamese”.
|