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Accadia, situata nella parte meridionale del Subappennino Dauno a 650 m s.l.m., apparteneva al territorio della provincia di Avellino e solo nel 1927 è passato alla Capitanata.Le sue origini risalgono all'inizio del millennio: già nel 1124 esisteva il borgo medievale di Eca che un violento terremoto distrusse nel 1456. Oggi restano alcune tracce nelle rovine di un castello e della stazione Rotato, diramazione della via Appia. A Napoli il Maschio Angioino conserva nei suoi musei la grande porta bronzea che permetteva l'accesso alla città attraverso le mura di cinta. Teatro di numerosi saccheggi, disastrosi incendi e terremoti, Accadia passò nel 1640 alla potente famiglia dei Caracciolo del Balzo di cui divenne feudo. Successivamente fu sotto i Recco e poi ancora dominio dei Dentice. L'ultimo terremoto nel 1930 provocò la distruzione del sito e fu causa dell'emigrazione che portò oltre oceano gran parte della popolazione..Una parte della sua storia è ancora racchiusa tra le pietre del rione Fossi, oggi completamente disabitato, dove case scavate nella roccia testimoniano un passato che ha forse qualche analogia con i più noti "Sassi" di Matera.Bellissimi il Bosco della Difesa fra Accadia e Deliceto - dove si trova una quercia millenaria e molte sorgenti d'acqua dolce - e il bosco Serbaroli al confine con la cittadina di Sant'Agata di Puglia.
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